Malintesi culturali, l’importanza della comprensione nella comunicazione fra soggetti di nazionalità diversa – cap. I

Mediazione linguistica e mediazione interculturale per risolvere ogni genere di malinteso culturale

Nel corso di una mediazione linguistica e interculturale, il successo di un’interazione dipende fortemente dalla comprensione reciproca tra le parti. Ogni individuo, ogni comunità, ogni società e ogni paese porta dentro di sé un proprio background culturale. Esistono valori culturali che possono accumunare un gruppo di individui, mentre possiamo riconoscere l’esistenza di altri valori, più soggettivi e “personali”. Quest’ultimi spesso sono dettati da una serie di fattori, esperienze e circostanze non necessariamente dipendenti dal contesto sociale di riferimento.

Quello che per qualcuno può rappresentare un valore positivo e accettabile, per altri potrebbe non essere così – a prescindere da cosa il quadro socio-culturale consideri come positivo e accettabile.

Tuttavia i valori e le dinamiche culturali indirizzano, guidano, orientano gli individui verso un’azione. Fungono da segnali stradali, come criteri per scegliere come intervenire in un determinato contesto. Per quanto una persona possa sforzarsi, modificare anche piccoli filamenti del proprio tessuto culturale è estremamente difficile, proprio perché la cultura è intrisa in noi sin da piccoli. Spesso in una mediazione interculturale e linguistica, il generarsi di malintesi e fraintendimenti è un effetto consequenziale non propriamente volontario.

Oltre ai valori culturali, anche lo stato emotivo e i tratti caratteriali degli interlocutori possono giocare un brutto scherzo nella riuscita di una comunicazione interculturale. Le barriere linguistiche e culturali che possono frapporsi tra individui appartenenti a nazionalità e/o culture diverse inevitabilmente si troveranno a dover mediare il dialogo e l’interazione, facendo sì che una prospettiva univoca diventi biunivoca e bidirezionale. Una comunicazione che porti a una comprensione reciproca delle parti.

Pertanto, seppur il background culturale possa in qualche modo farci sentire distanti dagli altri, ci offre la possibilità di venire a stretto contatto con culture e individui diversi. Imparare a guardare il mondo con gli occhi degli altri è il primo passo da fare – pur riconoscendo il potere che il nostro background culturale può assumere in determinati modi di porci e di interagire. Il guru del management interculturale Geert Hofstede crede che la cultura di appartenenza giochi come un software della mente: siamo abituati sin dalla nascita a relazionarci con la famiglia, la società, il lavoro, l’ambiente circostante. A ogni cultura corrisponde un singolare software della mente.

Affinché ci sia un’efficace mediazione linguistica e interculturale, dobbiamo essere pronti e disposti a cambiare software, a metterci nei panni altrui. Andare a fondo del perché e del come, così da conoscere, da comprendere, da apprezzare e da rispettare la diversità, che invece di separare, potrebbe unire. Imparare a reagire di fronte a culture diverse dalla nostra significa quindi evitare di generare ogni genere di malinteso culturale o fraintendimento.

Chi sa come muoversi in questo senso è la figura professionale del mediatore interculturale e linguistico. L’esperto linguista si propone di veicolare e orientare adeguatamente la comunicazione inter partes durante una mediazione linguistica, avvalendosi delle proprie conoscenze e delle proprie esperienze. Una delle specializzazioni richieste al mediatore interculturale e linguistico sia, oltre la lingua, la cultura del paese o dell’interlocutore di destinazione. La conoscenza approfondita di radicati valori culturali giova quindi al successo e all’equilibrio comunicativo tra le parti mediate sapientemente dalla figura del professionista.

I problemi di comunicazione tra popoli o soggetti correlati a relativi valori culturali sono essere di vario genere e natura. Per questo, figure professionali come mediatori linguistici, interpreti e traduttori specialisti fanno leva in primis sulle proprie capacità linguistiche, e in secundis al linguaggio della comunicazione non verbale (cinesica, prossemica, oggettemica) e valori culturali riferiti alla percezione del tempo, dello spazio, etc.

To be continued…

Ufficio Stampa Congressi Internazionali

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Contact Form
close slider