Giornata Mondiale della Traduzione: il ruolo degli interpreti e dei traduttori

Giornata Mondiale della Traduzione: il ruolo degli interpreti e dei traduttori

La Giornata Mondiale della Traduzione (ITD, International Translation Day) è un appuntamento che ricorre ogni 30 settembre volto a festeggiare il ruolo dei traduttori e interpreti e a celebrare l’importanza della traduzione.

Non è un caso che la data scelta per questa giornata cada proprio in concomitanza con la festa di San Girolamo. Infatti, il teologo romano è stato il primo autore a curare la traduzione dell’intera Bibbia in lingua latina, la Vulgata.

L’incarico di traduzione venne commissionato da Papa Damaso I nel 382: per ultimare la traduzione dell’intero testo masoretico in lingua latina, San Girolamo impiegò ben 23 anni di studio intenso. Il giorno della sua morte venne scelto per stabilire la Giornata Mondiale della Traduzione – come un elogio al suo impegno e alla maestosa impresa e dedizione.

Nel 1953, viene riconosciuto come santo patrono dei traduttori da parte della Fédération internationale des traducteurs (FIT) – stesso anno in cui viene istituita ufficiosamente la Giornata Mondiale della Traduzione. L’ufficialità dalla FIT viene data solo nel 1991, mentre nel 2017 l’ONU approva la risoluzione A/RES/71/288, che legittima il ruolo del traduttore come promotore di cooperazione e comprensione.

La professione del traduttore è una delle più antiche al mondo. Sin da quando l’uomo ha iniziato a varcare i propri confini territoriali, inevitabilmente ha dovuto interagire con culture e popoli diversi dal proprio. Una mancanza di comunicazione, di punto di contatto e di dialogo poteva essere motivo di controversie o disavventure.

Quello che accade oggi è quello che accedeva in passato – seppur con meno drastici e drammatici finali. Specialmente nel business, è sulla base di una buona mediazione che affari di business e collaborazioni hanno la possibilità di nascere e crescere.

Il lavoro svolto dai traduttori e dagli interpreti ha un valore inestimabile. Senza una mediazione linguistica e culturale, perdere credibilità e fiducia è questione di attimi. La storia ci dimostra quanto gli eredi di San Girolamo siano indispensabili per stabilire un contatto, una relazione tra paesi, attraverso la promozione e condivisione di sapere e informazioni.

Non è sufficiente aver studiato una lingua a scuola per poter gestire un meeting internazionale di business con clienti e partner commerciali stranieri. Dietro ogni singolo individuo, si nasconde un mondo. Fattori personali di vita, culturali, sociali, economici difficilmente sono percettibili durante un meeting di lavoro.

Immaginiamo di dover rappresentare l’incontro con una persona: quello che si percepisce, che si vede “a occhio nudo” è la punta di un iceberg. Mentre tutto quello che si nasconde sotto la superficie dell’acqua – il resto dell’iceberg – coincide con il background dell’individuo in questione. Quel che è certo è che un linguista professionista, un traduttore, un interprete, un mediatore, conosce aspetti della cultura, della società, o elementi di business etiquette – comunque strettamente correlati alla cultura di riferimento – usi e costumi dell’interlocutore.

Attraverso un lavoro di traduzione professionale, si avrebbero maggiori possibilità di arrivare al cuore dell’iceberg. Di sciogliere quel ghiaccio ostacolante per riuscire a stabilire una connessione con l’altro.

San Girolamo considerava la traduzione come un processo impegnato nella ricerca del senso più che della parola stessa. Una traduzione professionale si differenzia da una traduzione automatica o amatoriale nell’attenzione che viene data al senso, all’essenza del messaggio più che a una mera trasposizione di parole.

Ufficio Stampa Congressi Internazionali

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